martedì 28 maggio 2013

TERRORISTI AVVERTONO: “BERLUSCONI E NAPOLITANO SARANNO ASSASSINATI”

berlusconi_napolitanoMILANO – Dopo la busta con polverina di colore grigio che è stata recapitata alla sede de Il Giornale il 27 maggio alle ore 15 presso la redazione con sede a Milano, una seconda busta con polvere granulosa di colore biancastro è stata recapitata alla redazione di Via Solferinopresso la sede centrale del Corriere della Sera. Assieme a questa seconda busta c’era un avviso di stampo terrorista: “Berlusconi senatore a vita … Saranno assasinati Berlusconi e Giorgio Napolitano. Il traditore della patria”. Firmato: il gruppo armato a difesa del Popolo. Il Corriere della Sera scrive che il messaggio è corredato di errori di ortografia di natura incerta.
Proprio questa mattina il Ministro Alfano ha revocato la scorta al direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti e, strano caso, proprio oggi è arrivata la lettera con polvere sospetta che è stata analizzata durante le ultime ore. Sei persone in redazione son venute in contatto con la polvere e tutti sono stati trasportati all’ospedale per controlli.
Il vicedirettore de Il GiornaleNicola Porro ha annunciato queste minacce a causa della sua assenza al TG speciale di La7 condotto da Enrico Mentana in cui Porro era stato invitato per commentare le proiezioni delle amministrative 2013.
Presso le sedi dei due quotidiani sono intervenuti subito i vigili del fuoco e la Digosche hanno fatto i relativi controlli.
POSSIBILI COLLEGAMENTI – Interessante notare come l’avviso si ascriva proprio nel periodo dell’ultima udienza del processo sulla trattativa Stato Mafia. Proprio il Corsera seguiva la vicenda con molta meticolosità, ma soprattutto è un quotidiano nazionale con sede a Milano dove esistono molte basi mafiose ormai infiltratesi nella città da alcuni decenni. Di questa dinamica di infiltrazione mafiosa nel centro Nord ne parlava anche Borsellino durante la sua ultima intervista ai due giornalisti francesi diCanal PlusFabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo in cui Borsellino parla del Processo Spatola e di alcune intercettazioni che collegherebbero uno “stalliere” nella villa di Silvio Berlusconi. Secondo il giudice Mangano era semplicemente un ponte mafioso al nord il cui compito sarebbe stato quello di smistare partite di cocaina nel capoluogo lombardo.
Borsellino afferma inoltre di aver conosciuto già Mangano, quello che Berlusconi definì “eroe” abbracciando Dell’Utri in un suo pubblico comizio, in un processo istruito a Caltanissetta tra il 1975 e il 1980. L’interesse della tv francese Canal Plus per Berlusconi era motivato unicamente dalle ingerenze editoriali e televisive che Berlusconi aveva in Francia creando La Cinq che però aveva una linea giudicata “molto volgare” dal pubblico francese e per questo chiusa dopo pochissimo tempo.
Napolitano invece è implicato nel processo sulla trattativa Stato Mafia, unicamente per le intercettazioni con Mancino. La Corte Costituzionale ha deciso che, presentare nel processo  sulla trattativa le registrazioni che vedevano come protagonista il Presidente della Repubblica  è incostituzionale e così, oltre a decidere che le intercettazioni non andavano assunte come prove, ha disposto anche la distruzione delle stesse cassette.
Questo attentato potrebbe essere dunque un segnale da collegare al processo sulla trattativa? E come mai le buste sono state recapitate proprio a due giornali di Milano?

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